linea gotica

canzoni preghiere danze pallonate segni sintomi
martedì, 22 febbraio 2005

che tocca fa
(pe campà)

domani sera la mia amica silvia (che ha pure un blog, ma anonimo. ergo niente link) si esibirà alle 23.30 in cronache marziane.  su italia1. ora io manco so cosa sia sto cronache marziane, perché a differenza di marcello veneziani guardo solo bruno vespa per soddisfare il mio quotidiano desiderio di sdegno e autostima.  tuttavia silvia, da sola, vale la pena. ella - tra le altre miliardate di cose che fa tutte assieme in sincrono - è la firma piperita della rubrica "cuori infranti" di amica.

di mio credevo che queste lettere fossero finte. insomma ideate dal redattore o dalla aspesi di turno. invece no, esistono.
silvia ce le portava in redazione e dopo un piccolo summit replicava brutale. esempio: la tipa scriveva "cara silvia, lui mi fa i complimenti solo per i miei stivali. che fare?".  risposta: "è un feticista. tocca che gli infili un tacco nell'occhio. e che te la pianti di lacrimare e ti dai da fare per il mondo, magari acquistando scarpe di classe". cose così, giuro. robe da pazzi. noialtre amiche, tentavamo di smussare lo spirto ribelle della penna del cuore. ma quella giù come una furia a discettare di chat, allattamento al seno, procreazione, cerette e maschi armata di ascia e mannaia.

sostiene, silvia, che il pubblico femmineo va svegliato a colpi di secchiate di acqua evian gelata.

silvia è molto diversa da me. anzi, diversissima. eppure assieme s'ammazzamo dalle risate.

(per poi non dire come si veste. io tremo al pensiero della mise che indosserà in tivvù)

postato da Aleph alle ore 20:57 | Permalink | commenti (20) / commenti (20) (pop-up)
categoria:


domenica, 20 febbraio 2005

l'angolo del vecchio scarpone

 


son due giorni che mi ascolto i two lone swordsmen che mi piacciono una cifra perché qua e là mi ricordano i cabaret voltaire. per la legge transeunda che mi impone di non recensire alcuna novità (largo all'avanguardia della critica giovanile e contemporanea. io ho già dato e manco m'ha detto troppo bene)  metterei su proprio i cabarettisti. ma qui ho una  cinquanta di dischi  - grasso che cola - e quindi all'ennesima reiterazione della premiata ditta screamadelica, viro verso l'angolo del vecchio scarpone.

in questo angolo ho portato i soliti classici per nutrire il deja-vu malandrino che cova in me.

in questo angolo c'è un doppio dei talking heads.

ora, è bene dire che per me i th erano un po' come il prosciutto crudo. della serie: so che è buono ma non mi piace. questa storia del prosciutto durò fino alla visione dello sciò nel 1980 al palaeur di roma, tour di remain in light. dico solo che si era talmente nel pleistocene che quel giorno, all'ingresso, ci furono consegnati dei volantini che pubblicizzavano l'apertura di un nuovo negozio di dischi. quel negozio si chiamava e si chiama "disfunzioni musicali".

storicizzato l'evento, passo alle naftaline come eta beta.

quel concerto a me, mi ha sconvolto. uno di quei concerti che vedi in tempo reale ed hai la sensazione, sempre in tempo reale, che la musica attorno a te sia altra, che il mondo sia altro, che stia cambiando tutto e che se cambia, mai più niente sarà lo stesso. come sedersi su una scossa elettrica, su un fulmine.  una cosa atomica, un reattore. mi sono seduta sul reattore e david byrne era il mago dei lumini e dell'accelerazione.

ancora non mi riesce a dire ma la percezione che quei giovinotti stessero spostando il baricentro sonoro, fu fortissima. da non credere alle proprie orecchie. uscii, uscimmo con tre o quattro anni in più, o in meno, non ricordo.
fatto sta che mesi dopo fu pubblicato persino un libro che conteneva i testi dei talking heads, per delle edizioni tremende e sconosciute. per rinvedire l'incanto di quel concerto, e pure il culto del prosciutto, in parecchi lo acquistammo.  solo un attento studio ci rivelò che il traduttore era un sola: si era inventato liriche e translation.

questa parte, ad esempio. un giorno andrà detto com'era stata tradotta. almeno una volta nella vita, andrà detto.

And you may find yourself living in a shotgun shack
And you may find yourself in another part of the world
And you may find yourself behind the wheel of a large automobile
And you may find yourself in a beautiful house, with a beautiful
Wife
And you may ask yourself-well...how did I get here?

postato da Aleph alle ore 00:42 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria:


sabato, 19 febbraio 2005

di essi

ne detesto l'arroganza, il vittimismo porco. detesto le dichiarazioni dopo una manifestazione della pace, perfino in silenzio ( "Come temevo la manifestazione di Roma ha preso la piega di un attacco nei confronti del governo italiano e di quello degli Stati Uniti", Calderoli). ne detesto la presunzione falsa e le bugie: per la liberazione  dei soci di quattrocchi scendemmo in piazza pure noi. ( "Mi rimane un rammarico, - conclude La Russa - che non ci sia stata una comunione d’intenti, come c'è in questo momento, per la liberazione della giornalista del Manifesto, quando furono rapiti altri italiani in Iraq. Uno dei quali, Quattrocchi, vi lasciò la vita"). ne detesto la miopia e il proditorio fuori luogo ( "ma io non mi sentirei di partecipare a un corteo come quello, dove c' è una parte della sinistra accanto alla quale non mi sarebbe difficile sfilare, ma c'è anche chi usa passamontagna e molotov per fare politica").nessuna molotov, nessun passamontagna ma è uguale: un disco rotto.

ne detesto l'uso, l'abuso della vicenda mattei  e la richiesta di riconciliazione usata solo per fare la conta delle infamie subite dai vostri ministri. ma ne ricordiamo i nomi. sappiamo chi sono. una riconciliazione di comodo,  un modo per spostare oltre, sempre più indietro la memoria. e in questa memoria ci sono le stragi, i gettoni agli squadristi. i nomi, appunto. io so i nomi, e non sono sola. in questa amnistia sbandierata nella vostra tv ci sono i morti. di entrambi. per i quali non si chiede più giustizia, ma un mix di amnesia e di veleni.

ne detesto le parole, dunque. ché sono parole di pietra. prive di accortezza, financo dell'accortezza cialtrona del ruolo.
ne detesto la furia, imbragata negli schemi del potere. sgomitante, eccessiva.
ne detesto il passo rude, il respiro corto, la litania del luogo comune, la politica ridotta a slogan. gli affondi.

ne detesto i proclami. e canto una canzone della 99 posse.

postato da Aleph alle ore 20:16 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria:


giovedì, 17 febbraio 2005

comunicato apparso oggi

Noi del Giornale di Sardegna aderiamo all'appello lanciato dalla Fnsi e da Assostampa sarda per la liberazione della collega Giuliana Sgrena. E aggiungiamo poche parole, che ci auguriamo possano essere condivise dai  lettori: la guerra zittisce  vite e coscienze. Non è da tutti raccontare quel silenzio, riuscire a romperlo. Giuliana sa farlo. Libera lei, più libere anche le nostre voci.

postato da Aleph alle ore 14:32 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria:


giovedì, 10 febbraio 2005

ecco a cosa gli serve il ricordo delle foibe

sempre puntuali. come la morte. custodi di una memoria pretestuosa, pronti a puntare l'indice. ma per fare passare altro.

ZCZC0324/SXA
WPP40209
R POL S0A QBXB
FOIBE: SAPORITO, SÌ A DDL SU ONOREFICENZE A MILITARI SALÒ
PROPOSTA IN SENATO SERVIRÀ AD UNA CONCILIAZIONE NAZIONALE

(ANSA) - ROMA, 10 FEB - '"Questo disegno di legge non comporterà alcun costo per l'Erario, ma ha una grande valore morale, perché sana definitivamente una ferita che per troppi anni è rimasta aperta nella coscienza del popolo italiano". Lo dichiara il senatore Learco Saporito, sottosegretario alla Funzione Pubblica.

"Oggi si celebra la Prima giornata dei Valori Nazionali e del Ricordo dei Martiri delle Foibe e dell'Esodo degli Italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia - scrive il senatore in una nota - una tappa decisiva nel processo di conciliazione nazionale. Ma oggi un passo di grande valore simbolico è stato compiuto. È infatti stato ufficialmente inserito in discussione al Senato della Repubblica - sottolinea l'esponente di An - un disegno di legge promosso dai parlamentari Collino, Balboni, Bevilacqua, Pontone, Palombo, Tofani ed altri, che riconosce la qualifica di militari belligeranti a tutti i combattenti che tra il 1943 ed il 1945 hanno indossato la divisa della Repubblica Sociale Italiana".

"Questa legge, attesa da decenni - continua la nota - equiparerà migliaia di soldati italiani arruolati nell'esercito della RSI a coloro che hanno prestato servizio nei diversi eserciti dei Paesi in conflitto durante la Seconda Guerra Mondiale". (ANSA) 

postato da Aleph alle ore 20:01 | Permalink | commenti (19) / commenti (19) (pop-up)
categoria:


giovedì, 10 febbraio 2005

 al prossimo che mi chiama per julian cope

vabbè, che c'è? avete visto ier sera santo giuliano all'auditorium di roma, e io a molti chilometri di distanza ho visto fassino e tremonti da vespa. e allora che c'è? che c'è? dovrei stranire mentre voi, amici cari, chiamate e richiamate. "aho ha fatto questa, aho ha suonato quell'altra, aho c'erano tutti, aho, che te sei persa, aho c'era clementi che ha letto i testi. lui? da solo, con l'ovation, un grande".

embè? voglio raccontarvi, amici miei zozzoni, che di julian organizzai un concerto. e che, quindi,  lo conosco bene. e tiè, rispondo picche alla vostra fegatosa apprensione. c'era che stereodrome (mi pare con pistolini e rupert) doveva rimandare il concerto sulle frequenze di radio2. un mese di fax, di telefonate col manager: "okkey okkey tutto a posto, qui ci sta la liberatoria". e sterodrome pompa. "cope dal vivo, cope di qua, cope dellà". e portano, il pomeriggio dell'evento, financo una regia mobile della rai, e grossi microfoni bellissim nella sala del cinema espero, in via nomentana. ma santo giuliano, vuoi per i dolmen e vuoi per la passione per le ley-lines, dice: "niente affatto, io qua presento pezzi nuovi, senza copyright. via quelle macchine infernali".

vallo a convincere. per prima cosa gli mandiamo n'amica nostra groupie, che ci prova e lui nisba, un pezzo di ghiaccio. allora, tentiamo con le cose lisergiche. zero, inamovibile. santo giuliano dei miracoli, che si fa, che non si fa. ed egli mi fa chiamare. a me mi fa chiamare, amici miei grandissimi cornuti. e mi dice che vorrebbe il suo catering

nel contratto c'era che la cena doveva essere servita in camerino ma con tovaglietta e piatti grigi, più fiori bianchi in un vaso. piatti e tovaglietta l'avevo comprati alla upim, ma di fiori bianchi a novembre c'erano solo i crisantemi. e quelli infilai nel vasetto.
pensai: ora questo me li tira dietro, i crisantemi. ma giuliano l'eremita ed il magnetico apprezzò molto il tocco "gently". parlò un gran bene di questi grossi fiori bianchi e autunnali.

a ognuno le sue soddisfazioni. a me sunspot di julian, tra le canzoni che amo e amerò forever. a lui i crisantemi. a voi, amici miei puzzoni, il mio rosicar funesto. ve possino.

postato da Aleph alle ore 00:45 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria:


mercoledì, 09 febbraio 2005

giggiriva



è fortissimo con quella sua dentatura gigantesca. con l'andatura quadrata, l'aria di albero: radici ben piantate, baricentro perfetto.

è fortissimo, nelle dichiarazioni, nelle furibonde incazzature, nei malumori e nella gioia di oggi: che hanno ritirato la maglia 11 e per 11 minuti (ma sembravano 30 anni) lo stadio ha strillato: "riva-riva-riva-riva". e lui, potentissimo, in mezzo al campo col dito alzato a prendersi tutto questo amore.

questi si amano. lui li ama, loro lo amano. è un amore perfetto. sferico. tondo. quindi inizia e finisce in un medesimo giro. come un abbraccio.

è fortissimo. mi incute parecchio rispetto, quasi timore. e poi vedere questo uomo grosso, squadrato, che piange mi fa effetto. una lacrima quando il sindaco gli ha consegnato le chiavi di cagliari. una lacrima che giggiriva non ha deglutito. l'ha scacciata con un dito, se l'è asciugata con un dito.

fortissimo. come ci immaginavamo i campioni da piccoli. tale e quale.

alè gigì.

postato da Aleph alle ore 22:30 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria:


lunedì, 07 febbraio 2005

il maestro e margherita

presente il libro di bulgakov? ebbene si tratta di metafore mefistoteliche. e ieri sera, solo ieri sera dopo l'ennesima disfatta, il gol rossonero di crespo nel recupero, all'ultimo secondo di una partita in arrocco, guardando l'orologio con la certezza che ora segnano, ora segnano, ora è finita non segnano più (e invece segnano), ecco ier sera ho capito chi è il maestro. e chi è azzazello, che nel testo originario è un gatto.

ieri sera, col gol di crespo. proprio crespo. che io vorrei urlarlo al mondo: crespo non è mai stato decisivo neppure a lavarsi i denti. esistono questi giocatori. non sono mai decisivi, quando servono stanno lì a controllarsi le gengive. e sorte zozza, crespo diventa decisivo proprio con noi. ma passiamo oltre.

il maestro è apparso travestito da belfagor, alla domenica sportiva.
c'era un puzzo di zolfanelli, di raspar di terra, di unghioni. aveva gli occhi rossi e una bava. è lui  il maestro mentre il gatto azzazzello è l'inutile crespo. fin qui tutto chiaro. e infatti ora mi è chiaro perché il signor b. , da arcore, parla di bene, parla di male, parla di caos, dice - testuale - "il nichilismo è essere contro tutti", con buona pace di nietzsche. la stanno buttando in caciara ma la matematica non è un'opinione. quello è belfagor, quell'altro azzazzello e, naturalmente, il signor b da arcore è margherita.

un maledetto, satanico triangolo.

(cazzeggio, ma neanche tanto, per non commentare il dislivello metrico tra filippini e stam, né il resto).

postato da Aleph alle ore 15:49 | Permalink | commenti (19) / commenti (19) (pop-up)
categoria:


mercoledì, 02 febbraio 2005

 qui ce la rischiamo

il rutilante seppuku del centrosinistra (o gad, o fed, o ulivone, o fate voi) lascia, oramai, poco spazio ai commenti.  financo mishima prenderebbe atto del quotidiano suicidio rituale con un certo sconcerto. perché è un harakiri che manca di estetica, e di eroismo. daall'Iraq a Bertinotti, dal nome alla gran trovata delle primarie, è una sequenza di crocette che neppure la migliore fantasia di berlusconi saprebbe produrre di meglio.  un'afasia che manda in cortocircuito anche le parole chiave e i vecchi slogan. E quindi mette in dubbio pure i valori acclarati, condivisi,  quelli facili facili.

vedi i  ds, ad esempio, per autopromuoversi hanno scelto di puntare sulla famiglia che definiscono “la migliore impresa italiana”. evviva la sintonia: anche prodi dice che parlerà agli elettori che incontrerà in giro per l'italia “come un padre”. l' imprevista sterzata verso il focolare domestico, fa riflettere. perché la famiglia è uno dei temi forti, e da sempre, delle destre. che accade? a quando il mea culpa sullo Stato laico? E la crocefissione di massa sui diritti dei lavoratori, sul sogno del welfare? il problema sono i valori. e le architetture ideologiche che vacillano in nome di un centrismo ben più democristiano di rutelli. un timor panico che in america, ad esempio, bush ha risolto alla radice: zero dialogo con i moderati. che a volere mettere assieme moglie ubriaca e botte piena, si rischia il golgota. altro che padri. servono leader. serve orgoglio. e programmi.

sveglia, prima della sveglia vera.

postato da Aleph alle ore 16:11 | Permalink | commenti (34) / commenti (34) (pop-up)
categoria:


mercoledì, 02 febbraio 2005

esiste?

qualcosina che indicizza i blog per regione? questo è un post di servizio. perdonate se  approfitto delle vostre teckno-competenze. ringrazio. porgo baci ed inchini in cambio.

postato da Aleph alle ore 16:03 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria:


Chi sono

Utente: Aleph
linea gotica è il blog di daniela amenta


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Categorie

romanisti

Partecipano

Foto recenti

Bottoni





  • Powered by Splinder



www.flickr.com

Contatore

visitato *loading*volte