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martedì, 31 maggio 2005

cose fatte

in questi giorni d'assenza.

Lazio in a, visti alberi con bizzarre chiome viola, preferisco il rumore del mare, avvocato, avvocato 2, avvocato 3, avvocati razza maldida, spesa che domani arriva cochi, nuovo telo da bagno con sfondo hawai, pantaloni pakistani, visto annarella fare fusa a gatto sconosciuto (pelo nero) su tetto affianco casa, tenerezza, provato piatto con pane carasau leggermente bagnato poi preparato miscuglio ricotta + spinaci + scorza lemon, si rotola il tutto, una decina di minuti in forno, poi pomodoretto fresco e ricottina salata, letto piperno, letto niffoi, preso febbrone da virus, scritto, scritto, scritto di rai, fecondatio, voto siciliano, voto sardo, vista casa nuova, comprato biglietto roma prox settimana (per avvocato 2 e 3), ascoltato davis e questi fichissimi caribù, auguri germana, cercato pappe, adottato nuova gatta con prole, smadonnato contro cocktail bar sotto casa (da cui ricerca di nuova casa, che mica se può fa casino fino alle 4 impunemente mortacci vostra c'è pure una sentenza della suprema corte sui decibel), visto il posto della mia vita località tuaredda dove andrò ad aprire locanda sul mare, la sera un pescetto arrosto e via a nanna felici in culo al decibil, visto dolmen su foto, pittata capelli, comprato anello, aggiornato blog mortaccino.  

mi attraversano pensieri come saette.

il mare, incredibile, non ha odore salato. ma dolciastro. di panna.

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lunedì, 16 maggio 2005

il derby del biscotto

il biscotto era quello che si dava al cavallo a capannelle. un biscottino dopato, drogato, e il ronzino s'addormiva. il derby biscottato è uguale.

pensa te l'ossimoro. uno fa il tifo per una squadra che gioca a pallone, ma poi accade che la suddetta non giochi a pallone.

esiste un'estetica del biscotto. c'è modo e modo d'acchittarla.

è stato scelto il più tristo. scelta l'estetica da basso impero davanti a una miliardata di telespettatori paganti e 70mila "vuoti a perdere" sugli spalti. trattati come "vuoti a perdere".

non mi interessa la solita boutade sul si stava peggio quando si stava meglio. so solo  che abbiamo perso peggio, di peggio, e siamo usciti dallo stadio col sangue all'occhi.

stavolta qualcuno ha lasciato il suo posto prima. e qualcun altro ha introiettato dentro di sé il calcio del minimo danno. sdoganato tale concetto diventa tutto legittimo, tutto possibile, tutto accettabile.


la realtà è che la mia squadra di calcio non ha giocato a calcio. e quell'altri manco.

biscotto.

la città di roma merita la serie b.

 

 

postato da Aleph alle ore 18:08 | Permalink | commenti (12) / commenti (12) (pop-up)
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lunedì, 09 maggio 2005

atlantide

in base allo studio-libro-curiosissimo di sergio frau la sardegna sarebbe atlantide: qualcuno avrebbe spostato le colonne d'ercole, indi per cui. in effetti la island ha qualcosa di atlantideo, o meglio di irreversibile. ora che inizio a poggiare il naso oltre il pc, ne rimango folgorata. ha dei picchi, ha scenari imprevisti. ha le betulle sul mare. ha colori che fanno male agli occhi tanto colori sono.  è arancione e verde, blu, scurissima e non ho mai visto margherite così gialle. è island impressionista.

mia madre è sarda. mio fratello è sardo. il mio sangue è metà di barbagia, e questo spiega un po' dei miei modi, dei miei naufragi.

ma qui, più che altrove, io penso a mio padre. d'isola pure lui, ma di quell'altra. mio padre venne qui che aveva 25 anni, con una laurea e l'obbligo prefettizio a verificare che nei paesi dell'interno di island atlantide arrivasse l'acqua. venne qui sessant'anni fa. andava nei paesi e parlava con la gente senza sapere una parola di sardo, che è lingua complessissima, potente. la imparò in due mesi, per amore di sardegna. andava in gennargentu e ci stava giorni. imparò pure ad andare a cavallo. ho una foto sua a cavallo, un cavaliere arabo pareva pronto ad attraversare atlantide.

ne amava il mare, ma soprattutto l'interno. io, purtroppo, ho dimenticato molti dei suoi racconti. ho solo qualche flash sul mirto, sugli odori, sulla caccia, sulle pietre, sulla conquista dell'acqua in paesi che cominciano con la o. la conquista dell'acqua potabile veniva accompagnata da grandi banchetti, "spuntini" si chiamano, dove si mangia per ore, si beve molto, si brinda. c'era un suo racconto di una vacca che dentro aveva un maiale e dentro fagiani e dentro chissache. un pranzo pantagruelico sulla cima dell'ortobene e certe passeggiate a badde manna, dove mio nonno aveva terre di sugheri. a badde manne c'è un cielo viola, basso. ci sono cieli che mettono i brividi qui.

curiosamente, lontana dal cimitero dove sta mio padre, lontana da casa, mi pare che atlantide mi stia regalando una prospettiva di me, una geografia dei sentimenti miei più vivida che altrove. ho un cataclisma interiore e per via della bellezza, e per via dei ricordi che inseguo e non riesco a raggiungere.

abito ad atlantide, è indubbio.

ho deciso che mi tatuo un poseidone sul collo, proprio sotto l'attaccatura dei capelli. poi imparerò a parlare sardo perfettamente. niente cavallo, però. non vorrei osare oltremodo (e in più me mettono strizza ste bestie marron).

postato da Aleph alle ore 00:42 | Permalink | commenti (17) / commenti (17) (pop-up)
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martedì, 03 maggio 2005

ecco, parliamo di cazzate che è meglio


C

 

nella foto in b/n il gatto di charlie mingus negli anni settanta, sotto doogal, gatto della signora jo che non si è inventata nulla ma ha già messo on line il suo sistema. otto settimane di prova e c'è pure il rischio che il micio finisca in tazza insieme ai giudici della suprema corte.

postato da Aleph alle ore 22:25 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
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