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lunedì, 31 ottobre 2005

paso e sempre grazie ai grafici mac

Dicono gli intellettuali, i colti signori dell'italica onniscenza, che basta, basta coi coccodrilli su Pasolini, questo unanime versar lacrime a ogni anniversario di Pà, che tanti di noi Pasolini neppure lo conoscevano, che noialtri non sappiamo, non abbiamo decifrato a fondo la filmografia e che quel suo essere scomodo, oggi, trent'anni dopo, sarebbe poco cosa. Sarebbe lento Pasolini, mentre tutt'intorno è rock. Allora voglio partire dalle cose che so di Pà. Le poche cose che so e per me sono tesoro.

So una canzone di De Gregori. So di un altro anniversario, dieci anni fa. E una radio che per 24 ore si trasformò in "Radio Corsara" e per 24 ore trasmise poesie, racconti, suoni in memoria di Pà, partendo dalle poesie d'amore e fermandosi in un campo buio, a Ostia. Non c'era la luna neanche quella notte mentre ero al microfono e mi tremava la voce. So Roma come la sapeva lui, le discese di Monteverde verso il Gianicolo e i bagliori luridi del Tevere, le periferie di pietre e umido che non pare neppure Roma e certi cieli sontuosi, eccessivi. Tutto troppo, nel bene e nel male. So, l'ho vista, la meglio gioventù che canta con voce potente, che non ha paura, che cresce in fretta e che talvolta dimentica. Allora lasciateci ricordare almeno Pasolini che sapeva i nomi, aveva il danno della preveggenza e un sentore di morte incollato sul bavero di quell'impermeabile bianco. So l'Idroscalo, l'ultima offesa vicino a un mare che è giallo di senape e presentimenti, il mare di Roma lontanissima, come un alito, come un'assenza, un sogno storto.

So la tomba di Gramsci, al cimitero acattolico della Piramide, quell'urna di pietra dove ho letto Pasolini bigiando la scuola. So quando scese in campo allo stadio Flaminio per un'amichevole coi campioni del pallone. Giocava all'ala, aveva gambe secche e muscolose e dagli spalti gridavano "frocio, frocio, frocio". E venne Ninetto Davoli, riccetto angelo coatto, a dire: "E daje, e fatela finita". E lui fu costretto a cambiare ruolo. Non era più un'ala, ma un puntino. So che di Pasolini non sentiremo mai troppo la mancanza. Ed è una luce, piccolissima come quel calciatore sul prato, che mi tiene compagnia.
postato da Aleph alle ore 20:37 | Permalink | commenti (17) / commenti (17) (pop-up)
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mercoledì, 12 ottobre 2005

prova da mac comunico ai miei quattro lettori che splinder schifa i pc e ama le meline. il problema è che io tengo solo il primo. e quindi il blog mortaccino è destinato al suicidio informatico. succede che provo a postare e si impalla un "sii paziente" per un paio d'ore. chiedo agli internauti esperti, esiste un altro modo? o per lanciare le mie dotte riflessioni sull'universo-mondo devo rompere i cojones ai grafici del giornale (e al caro antonello) tutti rigorosamente macintoshs?
postato da Aleph alle ore 16:34 | Permalink | commenti (33) / commenti (33) (pop-up)
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