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martedì, 31 ottobre 2006

iguanità

ora parà una boutade, o altro, sono 9 mesi che mi tengo il cecio in bocca. c'è che la mia vicina ha un'iguana. si chiama misfin. ho imparato a dargli da mangiare (rucola ma anche kinder fetta al latte). è animale di rara bellezza, cangiante. col caldo tende al verde-azzurro, d'inverno lei gli accende la stufetta e diventa verdino biancastro. con lo spazzolino dei denti che nessuno si lava i denti, lei gli accarezzai borsini sotto al muso. non siamo a questo livello di confidenze ma mi è permesso vigilarlo mentre passeggia nel balcone in comune (abitiamo in una casa di ringhiera) e anche evitare che si frulli dal balcone medesimo

il bello è che marta manco sa di iggy pop. manco misfin. così quando passeggia a duemila lungo il balcone in comune e i miei gatti fuggono come alla vista del t rex giurassico, a me viene in mente lust for life. e gliela canticchio lust for life, posizionandomi in cima alla sua testa primitiva e antichissima, dove suppongo possieda un orecchio preistorico. due metri di iguana. fra mesi, quando arriverà l'inverno - ora siamo sui 27 gradi e andiamo a fare il bagno al mare nel giorno di corta - fra mesi toccherà comprare una copertina di pile per tenerlo al caldo.

intanto buonanottemisfin. il destino mi perseguita.
postato da Aleph alle ore 02:08 | Permalink | commenti (17) / commenti (17) (pop-up)
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lunedì, 02 ottobre 2006

embè?

dico ai milanesi e ai romani. questi due nuovi giornali epolis che abbiamo testè sfornato che vi paiono?

siate duri e puri, as usual.
postato da Aleph alle ore 11:05 | Permalink | commenti (47) / commenti (47) (pop-up)
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domenica, 01 ottobre 2006

cupid

cuipid son me. ambè, sensazione di leggera follia che mai e poi mai mi poteva sfiorare l'idea di intersecare la vita di due persone con una freccetta. ci son riuscita, a mia insaputa. a  loro insaputa, che oggi si sposano costoro.


dialogo, interno roma, 3 anni orsono
"ma pank, apriti un blog, suvvia"

pank: da dove si comincia?

"linkati i mie link, guarda, gira"

è andata più o meno così, con un immediato riscontro del pank suddetto brother.

pank: ma sta sobol chi è?

"a pank, eddaje, questo è un carnevale permanente, che ne so"

pank: temo di amarla.

"ma no, ti pare, all'inizio è così. ci si invaghisce del silenzio delle parole altrui. capirai, l'amore ai tempi di internet, l'ultima sola del post moderno"

pank: son certo di amarla.

oggi si sposano. a loro dedico una canzone a testa. cupid di graham parker per via del sorriso della sorella di monna lisa. molto obliquo, il sorriso dei destini che si incrociano. e  se non bastasse, celebro questi due amici, questi fenomeni dell'imprevedibile, con  vieni via con me di conte paolo, astigiano, come i tappi di spumante che rimbalzano sui tavoli delle feste.

penso ad accappatoi azzurri mentre mi godo una lunetta sgraziata, un cielo di nubi gonfie. barocche avrebbe detto de andrè affacciandosi dal tetto. fuori, messere, si gode uno scorcio del golfo degli angeli, città di cagliari, sardinia natzione.

ambè, sono cupid. ho le ali. flap flap. posso usarle.

che mistero ci scondizola tuttattorno.
postato da Aleph alle ore 01:19 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
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