ventosi
da che sto qua capisco meglio le parole di giulietta masina. "ho un carattere mutevolissimo - disse - uguale a quello delle città di mare". e in effetti qui il tempo è parecchio cangiante. cangia per via del vento che s'alza all'improvviso come un'ondata. cangia in un secondo: da che è pace, aria ferma, arrivano folate sempre più violente, poi raffiche, poi vortici, poi è un turbinio di foglie, monnezze, pensieri sparpagliatissimi, polvere, sabbie. tuttassieme, come un respiro respirato di colpo.
quando arriva il maestrale, prima ancora che dall'alito, lo senti dall'aria che diventa azzurrissima ed elettrica. e sbattono porte, sbattono gli occhi, tonfi ripetuti, oggetti volanti. come se mary poppins ed eta beta sparpagliassero le loro borse sopra la mia testa. e i gatti s'impazziscono con le code driitte, pronti a fare a botte, a graffiare ogni cosa si muova. pazzi e selvatici, diventano. quando arriva lo scirocco lo capisci dalle gambe che diventano molli, dai polmoni che si trasformano nelle branchie dei pesci pronte a respirare acqua.
a me piace il levante, per il suono che fa quando lo pronuncio.