cigs
siamo cigs, dunque. cassa integrazione guadagni straordinaria. lo straordinario saranno settecento iuros (se va bene) al mese. martedì avverrà la ratifica dello stato di crisi al ministero del lavoro.
in assemblea si è parlato a lungo dei collaboratori dei giornali, un esercito che attende le spettanze e non avrà neanche la consolazione cigs. che siamo e restiamo diversi lo conferma l'ampia metà dell'assemblea dedicata ai precarissimi, quelli senza voce. quelli a cui vanno i miei personali ringraziamenti e gli abbracci di noialtri 136. servono a poco, e lo so. ma senza di voi riempire 64 pagine moltiplicate per 15 giornali moltiplicato ancora per tre anni, sarebbe stato impossibile.
ancora: in quest'alba di latte e di maestrale penso a voi. penso agli altri lavoratori. ai tecnici, ai grafici, agli amministrativi, alle segretarie, alle ragazze del centralino, ai pubblicitari, agli stampatori, ai distributori. un giornale galleggia in una galassia di indotto. una moltitudine.
penso queste cose qui, umane e di terra, mentre altrove si dibatte di ricapitalizzazioni, brand, fund equity. il problema è che è un giornale è spesso un progetto di vita, è sangue, è carne. sulla carne ci resta un livido simile a una cicatrice. mi fumo una cigs e aspetto il giorno pieno. come dice il direttore: non esiste una notte così buia che impedisca al sole di sorgere. aspetto il giorno pieno.
il comunicato
pezzi di vetro
in tre anni ho fatto (faccio, fino a prova contraria) il caporedattore di quindici giornali. sotto il naso mi sono passati 15mila curricula, ho parlato con 150 tra redattori, collaboratori, uffici stampa, madonne al giorno. non ci ho scritto neppure un libro. buona media.
in tre anni mi sono trasferita da roma a cagliari. ho imparato altre cittè, incontrato gente che voleva fare il mio stesso lavoro e che spesso ci è anche riuscita. non ho chiuso neppure una redazione. ottima media.
in tre anni ho assistito al bizzarro paradosso di chi ci chiamava il "giornaletto" ma nonostante il verbo solidale giornalistico preferisce tacere piuttosto che stendere il necrologio. essì che siamo categoria tanto commiserevole quanto pelosa, soprattutto nella circostanza dell'orazione funebre (che non si nega a nessuno). tanto accade in giorni di informazione dedicati all'allarme meduse e/o alla dieta da ombrellone. segno che le notizie son materia plastica, un po' das e un po' cacca e che infatti le scuole di architettura del pongo a poco servono. ma su questo toccherà riflettere con calma. c'è tempo. pare.
e parimenti sarà interessante scandagliare la massa anonima che impazza on the web a base di consuntivi copia-incollati, bilanci, "ve l'avevo detto", dati inpgi e casagit , scup e allarmi. dal silenzio che assorda al chiacchiericcio esagerato senza soluzione di continuità. pessima media.
odio luglio. a luglio è morto mio padre.
è morta maja. è morta mia nonna.
a luglio di 7 anni fa moriva l'unità, da dove arrivo. la differenza è che il silenzio di e polis ci è stato sottolineato con potenza dai lettori e c'è tuttora questo feedback fortissimo da valutare. feedback inatteso a dirla tutta. come uno scambio a pari merito di impressioni, valori, concetti che andrà analizzato.
c'ho rabbia ma è comprensibile nel mese crisantemico delle vesti viola, nel mese dei lacrimoni.
in tre anni ho conosciuto città, conosciuto un sacco di gente. per questi miei colleghi giovani provo l'affetto della tigre, con artigli a difenderli. non so dirlo altrimenti ma per loro mi crescono unghie. io che il film l'ho visto, ho unghie. e per il residuo infinito di fatica ho spalle larghe e occhi diversi.
trasmutazioni editoriali: credo mi stiamo venendo occhi celesti da asinello, quelli albini dell'asinara, ch'io penso vivano al riparo del sole, un po' in disparte, figli di muli e di fatica, ma testardi a salire cime. tigre e asino, vite da mediano con grinta da felini.
bell'ibrido siamo.
saluti i compagni miei che ho trovato in rete. ciao riga. (quelli che non so, s'aggiungano eh)
(luglio sta finendo)
da napoli
ciro
da firenze
alessandra e diletta
dal veneto
enver
dal desk centrale
antonio
da roma
pank
dalla lombardia
andrea
dalla sardegna
andrea
dall'iperuranio
antonio
dalla sardegna
le bellissime matite di giorgia
da treviso
manuel
da roma
malcom
dalla sardegna (ex veneto)
marcello
da treviso
paolo