garlic

ora che il tempo non mi manca, una delle mie attività preferite è riflettere su quello che mi sarebbe piaciuto fare da grande, a parte la giornalista cigs.
preferenze
1) pompiere, in sintonia con il draghetto grisù
2) cartolibraia, per il sublime odore della coccoina celebrato da sniffin'glue
3) la cuoca
la cucina resta una fissa stabile nel tempo. una fissa che ultimamente si avvalora. da quando, cioè, alle 15 invece che in redazione sto a casa a vedere jamie oliver. tocca dirlo: il più famoso cuoco d'inghilterra (una decina di libri all'attivo, un impero di marketing, programmi tv a rotta de collo e, a suo tempo, una rubrica pure sul times) è una chiavica. sarà pure smart ma a parte i calzoni - traslati dalle ricette del pizzettaro gennarino - fa rabbrividire. su ogni piatto spara intere teste d'aglio, tonnellate di peperoncino, coriandolo, vagonate di rosmarino, cumino, aceto, frattaglie che trova nel frigo smeg.
ora jamie a me sta pure simpatico, con quella pronuncia impossibile e il coltellaccio giapponese. ma può avere credito in italia uno che qui è venuto in vacanza, ha rubato una cinquantina di ricette e ora si gode la gloria trasformando il nostro ragù in un sushi a base di garlic?
famo così jamie: io ti insegno a fare il pollo coi peperoni e lo spaghetto al gambero marinato. tu cedimi la rubrica sul times.
22 agosto 2007: ho rivisto la mia posizione. jamie non è una chiavica, è un genio. prossimo obiettivo: lavorare con lui e morire di garlic, ma felice.