linea gotica

canzoni preghiere danze pallonate segni sintomi
venerdì, 28 marzo 2008

li(e)ve svenire



i capelli sono miei, il resto di giovanni

la canzone non è dell'una e né dell'altro. ma visto che il frullatore della mia vita mi fa dimenticare date importanti, con tre ore di ritardo tutto questo è dedicato a cochi, la mia amica.


per la complicità
per la casa di via andrea doria
per il cane frisko
per il gatto magritte
per i compiti al liceo
per le vacanze a porto ercole
per la barca malizia
perché m'hai insegnato a guidare (ma t'ho sfondato una macchina e una moto)
per quell'estate alle egadi, quella in tunisia, quella a malta
perché da rigazzine io ero jimi e tu janis, praticamente woodstock
per l'umbria
e per le risate che sempre ci continueremo a fare, malgrado la distanza.

la canzone cochi, è lieve
(svenire)

e dice: forse, davvero, ci piace, sì ci piace di più
oltrepassare in volo, più in alto, più in là

buon compleanno.
postato da Aleph alle ore 02:49 | Permalink | commenti (16) / commenti (16) (pop-up)
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sabato, 22 marzo 2008

and the winner is



il pupo che strappa i giornali.

finalmente dopo aver prodotto carta utile a contenere uova, pesce, escrementi di cane o perfetta come materiale  per i traslochi, i giornali trovano un nuovo senso.

sia chiaro. meglio fa ride, che piagne. cosicchè dalla classifica di youtube anche la categoria da quasi un decennio senza contratto trova nuova linfa per sor(ridere) al futuro e guardare al domani con allegrezza.

il pupo straccia la carta ma anche la concorrenza alla faccia delle canne, delle prof con le sise e di quelli che "guidare a fari spenti nella notte" con un cognacchino di troppo nella cistifellea, investendo ciò che capita.

ma se proprio ha da esse risata, non c'ho dubbi: sia feroce.
di quelle che seppelliscono.

happiness is a warm gun.
postato da Aleph alle ore 01:55 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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domenica, 16 marzo 2008

quasi quasi mi faccio uno shampoo (e poi uso il fon)



a me sta cosa del fon mi pare geniale.

qualcuno è già fonero tra voialtri? funziona?

no link, plis. ma esperienze dirette.

(esempio: uno è già wi-fi, che fa? frulla il suo dlink e si accatta la fonera? e chi mi aiuta a montare la fontenna che ha da esse molto stabile visto che qui tira un maestrale a mille all'ora?)
postato da Aleph alle ore 02:56 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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giovedì, 13 marzo 2008

auguri al mio blog mortaccino

five years, what a surpise.

festeggio con lo scoop dei miei colleghi de il firenze.

(ma a quelli di repubblica.it  je fa fatica citare la fonte?)

l'informazione non è saggezza ma talvolta neppure deontologia.
postato da Aleph alle ore 15:34 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
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lunedì, 10 marzo 2008

 l'informazione e la conoscenza

gianlombardo è tra i più giovani redattori del giornale. un giorno mi fa: "ma voi prima di internet come facevate? per esempio come facevate a scrivere di musica?".

siccome gianlombardo è rigazzino,  non conosce il decalogo di zappa sull'informazione che non è conoscenza, che non è verità, che non è saggezza, non è bellezza, non è amore, etc.

ma ora in soccorso di gianlombardo arriva la macchina dei sinonimi, segnalatami dal mio amico gattacci.

è la music map

si inserisce un nome, e si appalesano con un clic parecchie possibili diramazioni.

un po' come sul lettino junghiano. l'informazione non è conoscenza.

postato da Aleph alle ore 01:56 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
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domenica, 09 marzo 2008

chicco

chicco gallus mi ha regalato un racconto. non mi era mai successo di essere la protagonista di uno scritto altrui. e sono emozionata e pure un pochetto commossa.

ringrazio il mio amico lapis e contraccambio il pensiero con una foto fatta da me, non proprio all'altezza. troppa luce, ma qui di luce ce n'è un sacco e non sono capace di controllarla. la barchetta con foto di coltrane è all'inizio della scala che mi porta sul tetto.

dal tetto vedo le cose che lui mirabilmente ha scritto.

postato da Aleph alle ore 17:31 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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sabato, 08 marzo 2008

festa mesta



Strano otto marzo questo. Tondo, perché si celebra il centenario di una non festa, ricorrenza nata per ricordare le 129 operaie della Cotton di New York uccise in un rogo appiccato per costringerle a non scioperare. Di lavoro continuano a morire anche le donne, ma è un olocausto silenzioso, coperto dal gran vociare della politica.

La legge 194 è oggi uno dei temi al centro della campagna elettorale, né più né meno come l'Alitalia o l'Ici. Soliti paradossi nostrani: una legge che è frutto di battaglie, di dolore, e che semmai andrebbe applicata,diviene grimaldello strategico, ago della bilancia di una crociata per il voto in nome di Santa Romana Chiesa e del centrismo diffuso. Strano otto marzo in cui si dibatte di vita ma che la vita stessa dimentica pur di teorizzare sul filo della ragnatela dell'eugenetica. Se di diritto alla vita si discute, allora la questione sia trattata per intero. Partendo dal lavoro che è uno dei settori dove le donne sono più penalizzate, donne che coniugano famiglia e professione (o mestiere) senza sostegni, senza supporto, senza incentivi.

La politica blatera, alza la voce, scende in piazza. Ignora il quotidiano e si affida alla filosofia, all'iperbole. Ma di pratica vorremmo sapere. Per esempio di flessibilità oraria o della possibilità di scegliere il parttime senza dover essere considerate come un peso per le aziende. Vorremmo chiedere come si conciliano figli e lavoro, in un Paese dove gli asili sono tanto rari quanto preziosi, e dove il peso della famiglia resta tra le mura di casa, per i fortunati che hanno un tetto sulla testa.

Vorremmo domandare se nella battaglia per la vita che sarà c'è spazio per riflettere sulla vita com'è, quella che già corre e sgambetta. Se sono previsti contributi o incentivi, se sono ipotizzabili sgravi fiscali, se ci sarà qualcuno ad aiutare le donne in quanto tali, oltre che le madri di oggi e di domani. Perdonate gli interrogativi prosaici, signori e signore della politica, ma siamo donne e dunque pratiche, concrete. Di chiacchiere son lastricate le vie del paradiso ma anche quelle dell'inferno. L'inferno delle donne che ogni giorno vengono abusate, massacrate, uccise. In loro memoria andrebbe celebrato questo strano otto marzo, così tondo e malinconico. Per una volta non regalateci mimose. Dateci risposte, piuttosto.

Per guardare alla vita senza paura.


 
(editoriale della sottoscritta pubblicato oggi sui quindici quotidiani del gruppo E Polis. lo segnalo  visto il profluvio di "pubblicato di qua", "riportato di là"   financo dagli ultimi dei collaboratori  dei vari paper(s), pare dunque che resti la carta l'unica identità certa, alla faccia  del digitale. che meraviglia il gioco dell'informazione. tutti globali, tutti provinciali)



ps.
(gaudium magnum. è successo l'8 febbraio, un mese fa. tocca che aggiornate i blog, i feed, gli rss e pure il dibattito. la rete è piena di sorprese a saperla navigare)
postato da Aleph alle ore 16:16 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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giovedì, 06 marzo 2008

sul marine e il cane

come si dice in americano mortacci tua?
postato da Aleph alle ore 01:48 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
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