32mila elefanti adulti in acqua
lor signora si chiama "independence of the seas", 160mila tonnellate di stazza, alta 300 metri, lunga 319. l'altro giorno che lor signora è arrivata in porto, il mare è sparito. il mare non si vedeva più, né il golfo, né il cielo alle sue spalle. al centro dello skyline c'era sto coso, lor signora, tipo un palazzo alto quanto la torre eiffel spuntato tra la notte e l'alba, un gigantesco fungo imprevisto d'acciaio e vetri.
lor signora è la nave più grande del mondo. s'era annunciata con quei suoni da nave, quei muggiti tremendi, un clacson giurassico. muuuu, muuuu. e il tempo s'è un po' fermato. dentro c'ha campi da golf, una parete per il freeclimbing, una pista di ghiaccio per pattinare casomai i 32mila elefanti s'annoiassero.
la curiosa faccenda è che i passeggeri sbarcavano guardandoci incuriositi e noi terrestri guardavamo loro come marziani. un incrocio di sguardi stupefatti. sbarcavano in migliaia, ognuno con la sua cartina, sciamanti nella celebre città votata al turismo ma che alla domenica non c'ha manco un bar aperto.
ho fatto visita alla prua di lor signora. ed ero lì attenta a moltiplicare le dimensioni, a dsimensionare i numeri in base ai miei parametri: 160mila tonnellate uguale 32mila elefanti adulti sulla stessa bilancia. ero assorta quand'ecco che sono spuntati i supporti digitali per incamerare i ricordi. e quindi telecamere e telefonini dei gitanti e degli autoctoni. quelli che riprendevano i vacanzieri, e i vacanzieri a riprendere i residenti della celebre città votata al turismo.
io in mezzo. come dice brian eno è buona cosa finire in una videocamera o macchina fotografica altrui. ora la mia faccia è impressa nel filmino delle vacanze dei croceristi, dorme in una cuccetta nel quinto ponte, solca le acque mediterranee e quando lor signora mugola, entrando in un porto, la mia faccia si increspa. come fosse un'onda sbatacchiata dal sospiro di un elefante. sono finalmente un pixel natante.