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martedì, 10 giugno 2008

32mila elefanti adulti in acqua




lor signora si chiama "independence of the seas", 160mila tonnellate di stazza, alta 300 metri, lunga 319. l'altro giorno che lor signora è arrivata in porto, il mare è sparito. il mare non si vedeva più, né il golfo, né il cielo alle sue spalle. al centro dello skyline c'era sto coso, lor signora, tipo un palazzo alto quanto la torre eiffel spuntato tra la notte e l'alba, un gigantesco fungo imprevisto d'acciaio e vetri.

lor signora è la nave più grande del mondo. s'era annunciata con quei suoni da nave, quei muggiti tremendi, un clacson giurassico. muuuu, muuuu. e il tempo s'è un po' fermato. dentro c'ha campi da golf, una parete per il freeclimbing, una pista di ghiaccio per pattinare casomai i 32mila elefanti s'annoiassero. 

la curiosa faccenda è che i passeggeri sbarcavano guardandoci incuriositi e noi terrestri guardavamo loro come marziani. un incrocio di sguardi stupefatti. sbarcavano in migliaia, ognuno con la sua cartina, sciamanti nella celebre città votata al turismo ma che alla domenica non c'ha manco un bar aperto.

ho fatto visita alla prua di lor signora. ed ero lì attenta a moltiplicare le dimensioni, a dsimensionare i numeri in base ai miei parametri: 160mila tonnellate uguale 32mila elefanti adulti sulla stessa bilancia. ero assorta quand'ecco che sono spuntati i supporti digitali per incamerare i ricordi. e quindi telecamere e telefonini dei gitanti e degli autoctoni. quelli che riprendevano i vacanzieri, e i vacanzieri a riprendere i residenti della celebre città votata al turismo.

io in mezzo. come dice brian eno è buona cosa finire in una videocamera o macchina fotografica altrui. ora la mia faccia è impressa nel filmino delle vacanze dei croceristi, dorme in una cuccetta nel quinto ponte, solca le acque mediterranee e quando lor signora mugola, entrando in un porto, la mia faccia si increspa. come fosse un'onda sbatacchiata dal sospiro di un elefante. sono finalmente un pixel natante.
postato da Aleph alle ore 08:59 | Permalink | commenti (17) / commenti (17) (pop-up)
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martedì, 03 giugno 2008

ais crim

mi mangiavo un gelato al caffè e alle noci/miele ed ero con roberta al semaforo di un semaforo lontano da casa sua e dalla storia mia, e abbiamo incontrato questi occhi. erano due bambini sulla carozzina di una donna di medioriente credo, per la foggia del vestito e il velo a coprirle la testa.

e questi due bambini con occhi metafisici, uno scurissimi occhi un po' cisposi e l'altro con occhi di fogliaacqua degli occhi magnifici-magnetici-diprofondo abisso, m'osservavano sto cono con il massimo del desiderio, dell'abbisogna disperata e della possessione. e il semaforo non diventava mai verde e io pensavo: ora gli do il gelato. ma sono pure in due, ora vado e gli compro due gelati. ma se vado li perdo e faccio tutta sta scena per nulla. ora dico alla mamma: ehi signò. se gira sta carrozzina avrei il piacere di invitarvi un gelato, anzi tre.

e poi è scattato il verde. tanta fame di gelato non l'avevo mai vista. mai.

signor ministro maroni ce l'abbiamo un po' di tempo per guardare gli occhi degli altri prima che scatti il semaforo?  prima che il gelato si sciolga?

you scream, i scream.
postato da Aleph alle ore 01:52 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
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