l'informazione orizzontale e le bufale verticali
(post lunghetto e tedioso)
seguo con un occhio solo l'articolato dibattito sui blog come mezzo di informazione altra rispetto alla comunicazione ufficiale. esempi relativi al primo caso ce ne sono, minoranza però rispetto al gigantesco appozzo delle news trovate in giro, un mastodontico sciabordio generalizzato che usa le "fonti secondarie" come strumento mediatico obbligato. per fonti secondarie intendo, come si intendono , le agenzie di stampa e i quotidiani (cartacei e online), i tg, i radiogiornali. ovvero coloro che citano la fonte primaria: i testimoni che hanno raccontato la notizia, che ci si sono trovati in mezzo per le più disparate ragioni (dalla guardia al vicino).
nel caso dei blog la fonte (secondaria) viene sempre più spesso usata per commentare e così com'è crea community. nient'altro. il problema è che lo stesso metodo, ma con diversi ragioni, viene utilizzato anche dagli altri media. non per proselitismo, ma per necessità, per titolo, per innamoramento della notizia.
non so quanti di voi abbiano letto la notizia del pensionato sardo che ruba la pasta in una botteguccia per fame e viene perdonato dai negozianti. dico la versione originale, su quotidiano cartaceo. probabilmente le centinaia di blog (incolpevoli) hanno citato la notizia citata, riportata, magari trasformata. perché è indubbio: una notizia cresce, si moltiplica anche grazie ai particolari che si aggiungono, via via. particolari verificati? boh, andiamo avanti.
quindi nella notizia originale e originaria c'è un vecchio che si muore di fame per via della pensione sociale, ruba un pacco di pasta e un pezzo di formaggio nel minimarket di una periferia, scoperto scoppia in lacrime. notizia verosimile ma che si trasforma grazie all'happy end. i negozianti dell'estrema et degradata periferia (si chiama is mirrionis) non lo prendono a calci in culo ma pietosi gli regalano un'intera busta di cibarie. poi, non paghi (sic) organizzano la colletta. questo paese è figlio del libro "cuore". dei pensionati veri, che raccattano nei cassonetti o tra gli avanzi del mercato, ce ne fottiamo. li vediamo, ce ne fottiamo. ma del pensionato sardo no. no. è infatti emotivamente suggestiva l'idea dela gara solidale, ci fa sentire meno soli e pure più buoni. è settembre ma pare natale. via con il link.
i blog come i giornali. pari pari. è questa la democrazia orizzontale? i giornali peggio. soprattutto i grandi giornali che potrebbero verificare ma si limitano alla strategia del riporto. dunque il pensionato è vedovo da tre anni, nel rione lo conoscono tutti e tutti gli vogliono bene, ha un nipote emigrato a milano, la moglie è morta, etc. tutto, c'è tutto, perché la notizia sia appettibile, perché muova gli ingranaggi del populismo, della retorica.
solo che la notizia è una grande, gigantesca, strepitosa cazzata.
non esiste il negozio. l'immagine dell'esercizio commerciale del quartiere is miirrionis, cagliari, riportata nell'articolo originario è questa. questo è un negozio in valle d'aosta. bastava cercare in "google immagini" la paroletta chiave panificio alimentari. ed ecco qua.

allora, concludo.
repubblica e ansa hanno smentito. il mio giornale ha preceduto e scritto ieri, ma difficilmente farà notizia.
non esiste il negozio, non si trovano i negozianti né il pensionato.
via blog si procederà per errata corrige?
o meglio: ma se si contesta l'informazione così com'è che senso ha usarla per fare informazione? basta un commento per rendere più lieve la vita a chi blogga e al pensionato con sussidio minimo?
